ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA. MAGGIO 2007

DONNE MUSSULMANE: MITO E FANTASIA - di Francesca Lazzaroni, da DelegazionePse.it del 15 maggio 2007

Un seminario al Parlamento europeo su "l'immagine della donna e media". La donna musulmana spesso strumentalizzata a fini politici

Dopo l'11 settembre 2001 non è raro trovare figure femminili mussulmane sulle prime pagine dei giornali mondiali ed in particolar modo europei. Tale rappresentazione è spesso stereotipata, oscillando tra mito e fantasia. Se ne è discusso in un seminario organizzato al Parlamento europeo dal titolo "l'immagine della donna e media".

Dorsaf ben Dhiab, segretaria generale del forum europeo delle donne mussulmane, ritiene che la donna mussulmana è rappresentata nei media come una figura senza nome né volto. Le donne mussulmane sono in primis donne e poi mussulmane che compiono scelte personali e percorrono storie diverse, non sono certo una categoria stereotipata e monolitica. L'uso del velo è una scelta personale, ma come sostiene Dorsaf ben Dhiab, diventa un problema per le società occidentali in quanto simbolo più evidente di una diversità con cui é giunta l'ora di fare i conti.

Le signore "velate" non sono le oppresse donne afgane. Il Forum europeo delle donne mussulmane, che dal 1995 si batte per i diritti delle donne e per l'integrazione dei mussulmani in Europa, ha sempre chiaramente ribadito la sua contrarietà al burqua. Spesso però i media occidentali, e questa è la più grossa critica mossa da Noura Jaballah, presidente del forum europeo delle donne mussulmane, e l'immaginario comune non differenziano tra le diverse forme e significati di abiti e foulard, e tanto meno sanno differenziare tra scelte religiose e scelte legate alla tradizione e ai costumi di un popolo. Nella maggior parte dei casi le immagini che passano nei media quando si parla di donne ed Islam sono immagini strazianti di donne maltrattate, private della natura stessa dell'essere donna (burqua) o soggetti passivi di una società che subiscono. Secondo la Presidente non si mette mai in luce la loro partecipazione e il loro vivere quotidiano confondendo le donne mussulmane che vivono in Europa con quelle che vivono in Afganistan.

La stessa giornalista francese Natalie Dollé denuncia la mancanza di professionalità e di sensibilità del giornalismo di fronte a un tema quanto mai complesso e sottolinea l'importanza di non vedere in questo atteggiamento un complotto anti-islamico. I media rappresentano i mussulmani, e in particolar modo le donne, o come vittime o come militanti/terroristi.

L'immagine della donna mussulmana, come sostiene la giornalista, viene spesso strumentalizzata a fini politici: la donna mussulmana maltrattata ci serve per difenderci dal diverso e, a volte, per distogliere l'attenzione da temi di più vasta portata e importanza. In ogni caso è riduttivo che il dibattito si concentri sempre sul problema del foulard inteso come simbolo di oppressione. Le donne mussulmane non devono essere interpellate solo per criticare pubblicamente un Islam etichettato come maschilista. I media dovrebbero dar voce alle donne su qualsiasi tema del vivere quotidiano (alloggi, famiglie,lavoro...). Questo è l'unico modo per conoscerle e per darle una dignità in quanto essere femminili.

 

PARI OPPORTUNITÀ, PARLA NAPOLITANO. "SERVONO NORMATIVE, IL GOVERNO AGISCA" - da La Repubblica del 3 maggio 2007

A Roma inaugurato l'anno europeo. Il ministro Pollastrini:"Ci sono montagne da scalare in termini di mentalità"

Prodi: "Il comitato promotore del Partito Democratico sia formato per metà da donne" Fassino: "Donne essenziali in ogni aspetto economico e sociale della società"

ROMA - Per affermare le pari opportunità per le donne "occorrono azioni positive e normative e anche comportamenti indotti dall'azione di governo". Sono le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla cerimonia di inaugurazione dell'anno europeo delle pari opportunità, che si svolge a Roma, allo spazio Etoile in piazza San Lorenzo in Lucina.

Diversa è la valutazione della legislazione europea: l'Europa, ha aggiunto Napolitano, dà un forte impulso in materia di pari opportunità. "Ancora una volta. l'Europa si conferma fonte di avanzamento delle nostre società. E questo è molto importante per mantenere fermo il punto dell'Europa unita e progredire grazie a quel Trattato che si sta discutendo a Berlino''.

"C'è un lavoro da fare enorme per le pari opportunità - ha ammesso il presidente del Consiglio Romano Prodi - Non solo un lavoro di legislazione ma di comportamento quotidiano". Poi però il premier ha fatto una gaffe: "L'unico vantaggio della discriminazione delle donne in italia - ha detto rivolgendosi alla platea, composta in prevalenza da donne - è stato quello di non aver mai fatto il ministro dell'Economia. Si sono salvate da una situazione molto difficile". La boutade non è piaciuta, si è sollevato un brusio di disappunto.

Prodi ha poi lanciato una proposta: il comitato promotore dell'assemblea costituente del Partito democratico dovrà essere formato per metà da donne. "Dobbiamo avere un gruppo di persone, 20-30-40 o 50, ora non lo so - ha detto il Professore- che promuovono questo grande cammino popolare che porti all'assemblea costituente. Io propongo che questo gruppo di persone sia formato per metà da uomini e per metà da donne". Il premier ha rilanciato le quote anche rispetto alla riforma elettorale: "Dieci anni fa non ero favorevole alle quote rosa. Con le preferenze venivano elette poche donne. Con l'attuale 'leggiaccia' i partiti hanno fatto le liste, ma per le donne è stato ancora peggio. Allora, facciamo un discorso serio di quote".

E si è infine augurato che alle elezioni francesi vinca Ségolène Royal: "Al Consiglio Europeo c'è solo un cancelliere donna, anche se fortemente significativo. Se alla Germania, si aggiungesse la Francia , sarebbe un riequilibrio...", ha detto. E alla domanda se ci sarà un G8 con Merkel, Royal e Clinton, Prodi ha risposto: "Sarebbe un riequilibrio mondiale. Al G8 la presenza femminile è stata finora quasi inesistente".

"Ci sono montagne da scalare in termini di mentalità, condivisione di un'idea di futuro, di modernità - ha affermato il ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini - Occorre un piano pluriennale straordinario, misure d'urto da sperimentare. Incentivi alle aziende, leva fiscale, formazione. Questi i tasti da toccare per la ministra. "L'unica cosa che non si può fare - ha concluso - è stare fermi".

L'Italia è una "democrazia zoppa", ha riconosciuto il segretario dei Ds, Piero Fassino. "Una società in cui uomini e donne abbiano gli stessi diritti è un obiettivo da perseguire con grande determinazione - ha ribadito Fassino - Le donne sono essenziali in ogni aspetto economico e sociale della società, senza che questo abbia un adeguato riconoscimento".