ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA

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GENNAIO

 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA 2011

 

NOVEMBRE

 

SE NON ORA QUANDO 26 NOVEMBRE 2011 A MILANO TEATRO DELL'ELFO ... UN VERO SUCCESSO!!!

 

 

ASSEMBLEA APERTA DI “SE NON ORA QUANDO MILANO “IL 26 NOVEMBRE AL TEATRO ELFO PUCCINI.
 

 

Se non ora quando-Milano, nato dal Comitato di donne costituitosi in occasione della manifestazione “per ridare dignità all’Italia” del 29 Gennaio in piazza Scala, e che ha promosso la grande manifestazione nazionale del 13 Febbraio in piazza Castello, si presenta sabato 26 novembre nel corso di un'Assemblea che si terrà a Milano al Teatro Elfo Puccini - Corso Buenos Aires, 33 (MM LIMA - linea rossa), dalle 14 alle 18.

 


 

 

PREMIO NOBEL

PER LA PACE 2011

a tre donne

 


Il Comitato norvegese ha assegnato il premio Nobel per la pace 2011, scegliendo tre donne:

Tawakkul Karman

Ellen Johnson Sirleaf

Leymah Gbowee

 

Di seguito le motivazioni del premio.

 


 

 

Global Media Monitoring Project - I risultati italiani in anteprima mondiale
 

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LUGLIO

 

 

SIENA 9 e 10 LUGLIO

LE DONNE IN PIAZZA

S'INCONTRANO A SIENA

 

 

RASSEGNA STAMPA:

L'UNITA'

LA REPUBBLICA

TOSCANA NEWS 24

LA NAZIONE

AGI NEWS

IL CORRIERE DELLA SERA

LA STAMPA

 

 

 

 

GIUGNO

 

 

RAPPORTO CEDAW - RAPPORTO OMBRA ITALIA GIUGNO 2O11
Elaborato dalla piattaforma italiana “Lavori in Corsa: 30 anni CEDAW”

 

 

 


 

LEGGI le news e attivati con la MAIL BOMBING - 10 giugno 2011

 


4 MILIARDI (ERANO) TUTTI PER NOI - L'APPELLO E LA CARICA DI OLTRE 70 ASSOCIAZIONI - AMICHE di ABCD tra le prime firmatarie

LEGGI TUTTI GLI ALLEGATI

 


 

4 MILIARDI (ERANO) TUTTI PER NOI

 

Care amiche,

nel seguito vi informo delle evoluzione che hanno avuto gli emendamenti presentati alla Camera, delle successive scadenze parlamentari e DELLE AZIONI RICHIESTE.
gli emendamenti al decreto Sviluppo che abbiamo proposto sono stati esclusi dal presidente della Commissione Bilancio, il leghista Giorgetti, per inamissibilità . Grazie ad un ricorso promosso dai deputati Beltrandi e Lanzillotta ne è stato riammesso uno (il terzo che prevede uno stanziamento per concedere credito di imposta alle aziende che assumono donne) che sarà discusso in Commissione.
L'emendamento è stato modificato e attribuisce 100 milioni per tre anni (2012, 2013, 2014), cioè abbiamo "salvato" 300 milioni su un totale di 1.136 milioni (=252+392+592, risparmi nei tre anni). Gli altri li potremo salvare (forse) se riusciamo a intervenire nella Finanziaria. Per il 2011 (242 mio) non c'è più nulla da fare.
Lunedi e martedi l'emendamento verrà discusso in Commissione e se verrà approvato dovrebbe poi passare subito dopo (giovedi-venerdi) nel maxi emendamento in votazione alla Camera. Al Senato arriverà blindato e l'unica cosa che si potrà forse fare è proporre un ordine del giorno che insista sulla creazione del fondo e sulla pubblicazione di un piano.
E' quindi FONDAMENTALE esercitare ogni possibile pressione affinché venga approvato IN COMMISSIONE ed a questo scopo abbiamo cercato di attivare i parlamentari che conosciamo
affinché provino a creare consenso anche a destra.
VI CHIEDIAMO DI CREARE NELLA VOSTRA ASSOCIAZIONE UN MAIL BOMBING SUI COMPONENTI DI MAGGIORANZA DELLA COMMISSIONE e per facilitarvi il compito vi mettiamo nel seguito l'indirizzario già predisposto (da copiare nel campo CNN e un testo che potete ovviamente modificare a vostro piacimento. L'intera mailing list della commissione bilancio la troverete domani mattina con una mail a parte)
DOVREMO POI DECIDERE CHE FARE PER IL DECRETO SULLA FINANZIARIA DOVE CI GIOCHIAMO LA POSSIBILITà DI DIFENDERE I RESTANTI MILIARDI


testo mail:

Onorevole deputato,
nei prossimi giorni la commissione Bilancio di cui lei fa parte discuterà l'emendamento 2.03 al decreto Sviluppo , che stanzia 100 milioni annui per il 2012, 2013,2014 per coprire crediti di imposta per le aziende che assumono donne. Questo emendamento nasce da un appello proposto da più di 80 associazioni e sottoscritto da più di 1000 persone. Non solo, i fondi (4 miliardi in 5 anni, 1136 nel triennio 2012-2014) provengono dai risparmi derivati dall'innalzamento dell'età pensionabile delle donne, che venivano destinati da una legge approvata dal Governo (Art. 22-ter, commi 1 e 3, del decreto legge 78/2009, convertito dalla legge n. 102/2009, così come modificato dal decreto legge 78/2010 convertito dalla legge n. 122/2010) per interventi dedicati a politiche sociali e familiari con particolare attenzione alla non autosufficienza e all'esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici.
La invitiamo caldamente ad approvare questo emendamento visto che già i fondi del 2010 (120 milioni) e del 2011 (242 milioni) sono stati sottratti per misure che nulla hanno a che vedere con tali finalità
Si parla sempre della vitale importanza di stimolare l'occupazione femminile e di dare supporto alla conciliazioone e sarebbe imperdonabile che neanche questi fondi ,risparmiati dalle pensioni delle donne, non fossere reinvestiti per le donne.
Il tema è molto sentito e ci impeganmo a dare massima visibilità in rete alle vostre votazioni in Commissione.

Cordiali saluti segretariapod@gmail.com

 

ECCO LA LISTA PER LA MAIL BOMBING

 

 

Care amiche,

ecco l'indirizzario per il mail bombing. Alcune mail sono triple (per ciascun membro, perché alcuni hanno doppia mail altri no) sicché nel tentativo di coprire la posta dei deputati capillarmente noterete che almeno una ventina di invii vi torneranno indietro. poco male, perché a uno dei tre id arriverà comunque. abbiamo provato a inserire anche id probabili per aumentare la possibilita' di successo e di lettura della nostra mail.  quindi copiate la mailing list intanto così com'è e inviate in copia nascosta dalla vostra casella mail con il testo che troverete in basso. 

Grazie

Giorgetti_g@camera.it, Giancarlo.giorgetti@camera.it, Marinello_g@camera.it, Marinello.giuseppe@camera.it, Alfano_g@camera.it, Gioacchino.alfano@camera.it, Aracu_s@camera.it, Sabatino.aracu@camera.it, Armosino_m@camera.it, Armosino_mt@camera.it, Mariateresa.armosino@camera.it, Baccini_m@camera.it, Mario.baccini@camera.it, Biava_f@camera.it, Francesco.biava@camera.it, Ceroni_r@camera.it, Remigio.ceroni@camera.it, Corsaro_m@camera.it, Corsaro_me@camera.it, Massimo.corsaro@camera.it, Deangelis_m@camera.it, Marccello.deangelis@camera.it, Fallica_g@camera.it, Giuseppe.fallica@camera.it, Franzoso_p@camera.it, Pietro.franzoso@camera.it, Laboccetta_a@camera.it, Amedeo.laboccetta@camera.it, Leone_a@camera.it, Antonio.leone@camera.it, Marinello_g@camera.it, Marinello_gfm@camera.it, Giuseppe.marinello@camera.it, Marsiliio_m@camera.it, Marco.marsilio@camera.it, Milaneee_m@camera.it, Milanese_mm@camera.it, Marco.milanese@camera.it, Toccafondi_g@camera.it, Gabriele.toccafondi@camera.it, Traversa_m@camera.it, Michele.traversa@camera.it, Calgaro_m@camera.it, Marco.calgaro@camera.it, Ciccanti_a@camera.it, Amedeo.ciccanti@camera.it, Occhiuto_r@camera.it, Roberto.occhiuto@camera.it, Bitonci_m@camera.it, Massimo.bitonci@camera.it, Damico_c@camera.it, Claudio.damico@camera.it, Polledri_m@camera.it, Massimo.polledri@camera.it, Simonetti_r@camera.it, Roberto.simonetti@camera.it, Commercio_r@camera.it, Commercio_rms@camera.it, Roberto.commercio@camera.it, Tabacci_b@camera.it

 


 

 

Care amiche,

molte di voi erano presenti alla Conferenza stampa che abbiamo tenuto ieri alla sala Stampa della Camera . Per maggiori informazioni

link associazioni aderenti e conferenza stampa
link audiovideo conferenza stampa
in allegato materiale distribuito durante conferenza stampa

Durante la conferenza hanno preso la parola: Bonino, Lanzillotta e Mosca e molte della associazioni presenti: oltre a Pari o Dispare, Arcidonna, Udi Nazionale, Casa Internazionale della Donne, Usciamo dal Silenzio, Di Nuovo, Aspettare Stanca, e inoltre sono intervenute Valeria Fedeli (Cgil) e Condorelli (Associazione Stampa Romana).
Ho sicuramente dimenticato qualcuno, ma volevo solo segnalare che l'incontro è stato molto partecipato e abbiamo cominciato ad avere qualche notizia sulla stampa e su giornali radio.
Sono stati depositati alla Camera 3 emendamenti al decreto Sviluppo,con i primi deputati firmatari (il primo emendamento è tripartisan, il secondo e terzo sono bipartisan, cioè firmati solo da esponenti dell'opposizione e terzo polo). Essi, se passeranno al parere del Presidente della Camera, saranno discussi nelle commissioni e successivamente in aula. A breve sapremo qualcosa, sarà noto il calendario e sarà mia cura informarvi. Nel frattempo abbiamo, attraverso Arcidonna, chiesto un incontro con il ministro Carfagna per conoscere la posizione che assumerà sul tema.
Abbiamo anche discusso i prossimi passi alcuni dei quali richiedono una mobilitazione di noi tutte:
Tutte potrebbero proseguire nel pubblicizzare l'adesione all'appello sia da parte di associazioni che di individui, nonché nel diffondere le informazioni sul tema sui siti e in rete (la faccenda non è conosciuta e pochi conoscono cosa sta accadendo). Chi tra di noi ha contatti con la stampa o con radio e tv, li usi per ottenere interviste o articoli. Se serve intervistare qualcuno dei firmatari degli emendamenti (parlamentari) o dell'appello, chiedetecelo e ci attiveremo per creare il contatto
In conferenza stampa si è anche deciso di effettuare, a partire da quando sapremo le date di discussione degli emendamenti, un mail bombing sugli indirizzi mail di deputati e senatori (sono pubblici) in cui si chieda di votare gli emendamenti e sostenere l'iniziativa. Suggerirei di sottolineare che gli investimenti in conciliazione non sono né di destra né di sinistra ,ma sono semplicemente buon senso e strumenti preziosi per far crescere l'occupazione femminile, stimolare la crescita economica e migliorare la vita delle donne , ma anche degli uomini. Tenete conto che anche tra i parlamentari il tema non è noto e i documenti da cui si intuisce che i fondi stanno svanendo sono di difficile lettura
Tutte dovremmo tenerci pronte a organizzare a breve qualche forma di manifestazione in occasione della discussione degli emendamenti. Appena note le date dovremo organizzarci.
Tutte dovrebbero usare i propri contatti con parlamentari per stimolarli a votare gli emendamenti e a farsi parte attiva nel sostenerli
Per le associazioni romane: Pari o dispare ha un appuntamento (assemblea ) alla casa Internazionale delle Donne in via della Lungara, 19 - (sala al piano terra). sabato 11 giugno. dalle ore 14.00 alle ore 17.00 . Se le associazioni firmatarie vogliono mandare una rappresentante potremmo fare un primo punto della situazione perché per sabato avremo probabilmente chiaro il calendario parlamentare e comunque avremo maggiori informazioni per concordare una strategia possibile.

A presto
Cristina Molinari

www.pariodispare.org

 

APPELLO AGGIORNATO

COMUNICATO STAMPA

EMENDAMENTI

 

Economie derivanti dall'innalzamento dell'età pensionabile
delle lavoratrici della Pubblica Amministrazione (milioni di euro) - 2010-2020

 

 

 

 

APRILE

 

"Sapete che cos'è la medicina di genere?"

 

La guida analitica e sintetica per approcciarsi al concetto di medicina di genere, è disponibile on line.

L'opuscolo è stato presentato lo scorso 7 aprile alla presenza dell'Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Milano e della Presidente dell'associazione Donne in Rete.
Notizia tratta dal sito della Provincia di Milano (puoi anche scaricare l'opuscolo informativo).

 

 

 

 

 

MARZO

 

 

IL VELO DELLA DISCORDIA, un libro scritto da Marnia Lazreg, musulmana, professore di Sociologia presso la City University di New York, affronta i vari aspetti legati alla cultura del velo (da "D" La Repubblica, 21/3/2011).

 


 

La società del casting/2 La virtù del corpo perfetto coosì l' estetica batte l' etica, di Michela Marzano (da La Repubblica, 22/3/2011).

 


 

 

8 Marzo Presidio e critical mass a Milano

 

Dopo la manifestazione di sabato 29 gennaio in Piazza della Scala a Milano, e dopo la grande giornata di mobilitazione nazionale del 13 febbraio, in rete con le iniziative di "Se non ora quando", abbiamo deciso di riprenderci simbolicamente la data dell’8 marzo per continuare ad affermare la libertà e la dignità delle donne, la loro intelligenza e i loro saperi come elementi essenziali per la democrazia e lo sviluppo del nostro Paese. Per questo ci ritroveremo alle 18 in Piazza Mercanti, a Milano, ancora una volta con le sciarpe bianche, per dare vita a un presidio e a una "critical mass" delle donne.

 

8 marzo 2011: le donne danno i numeri!

 

Lo faremo con cartelli e striscioni e girando per il centro in bicicletta per spiegare che le donne sono il 60% dei laureati, ma solo il 46% di chi lavora. Che sono il 42% dei magistrati, il 32% dei medici, il 42% degli avvocati, il 30% degli imprenditori ma guadagnano, in media, il 20% in meno degli uomini a parità di lavoro. Che lavorano più degli uomini tra professione e lavoro di cura ma i loro contratti sono a part-time e a tempo determinato più di quelli degli uomini, e che più di loro sono precarie. In Italia (tra gli ultimi paesi d’Europa) il 21% dei deputati e il 19% dei senatori è donna. Nel governo ci sono 5 ministre, di cui 3 senza portafoglio. Nei consigli d'amministrazione delle società quotate in borsa la presenza femminile è solo del 3% (In Norvegia è pari al 42%). Il 68% delle donne tra i 20 e i 49 anni ha un’occupazione se non ha figli, il 60% se ha un figlio, il 54% se ha due figli. In Italia, la spesa per le politiche sociali e famigliari rappresenta l’1.3% del PIL, meno della metà della media europea, un terzo della Francia. Le donne fanno il 77% del lavoro famigliare; solo il 10% dei bambini da zero a due anni frequenta un nido. Il welfare per i piccoli è rappresentato dai nonni (chi li ha). Alle richieste di part time e orari flessibili spesso le aziende rispondono negativamente (mobbing strategico). Il 40% delle donne sotto i 40 anni (e il 55% di quelle sotto i 30 anni) non può fruire delle tutele sulla maternità previste dalla legge perchè non ha un lavoro a tempo indeterminato. Le leggi, gli integralismi religiosi, il lavoro, certe politiche della famiglia sbandierate ipocritamente e moralisticamente da chi, come il premier, per primo inquina la vita pubblica, tentano di ricondurci nei ruoli tradizionali e di ostacolare la libertà di disporre della nostra vita. C’è una responsabilità maschile in tutto ciò: basti pensare ai vantaggi che l’uomo continua a garantirsi, e alla violenza materiale e simbolica di cui il corpo femminile continua a essere oggetto; è per questo che le donne che hanno manifestato il 13 febbraio hanno chiesto agli uomini l’impegno a volgere lo sguardo su di sé, a interrogare la propria storia. Qualcuno lo sta facendo, e sta mettendo in discussione insieme a noi i modelli pervasivi che il degrado della vita pubblica ha prodotto, improntati al più bieco machismo e alla rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale. Noi vogliamo dire basta a tutto questo prima che sia troppo tardi. Ci vogliamo riprendere, senza falsi moralismi, la città e la vita pubblica, liberandola dalla corruzione, dall’ipocrisia, dal familismo, dall'omofobia. Noi pretendiamo istituzioni oneste e che lavorino nell'interesse del miglioramento della vita di tutte e di tutti. Non siamo in vendita, non siamo merce di scambio per festini, non stiamo dietro le quinte ma in piazza. Diamo visibilità alla nostra voglia di cambiare questo Paese, appendiamo in tutte le città e i paesi della nostra regione un lenzuolo bianco fuori dalle nostre finestre dall’8 al 14 marzo. E’ il 14 marzo infatti la data nella quale a Milano si terrà una grande assemblea di discussione e di confronto per raccogliere nuove energie e dare continuità alla mobilitazione delle donne.

 

Le donne hanno i numeri!

 

Comitato delle donne che hanno organizzato le manifestazioni milanesi del 29 gennaio e del 13 febbraio

Prime firmatarie: Ileana Alesso; Paola Bentivegna; Ivana Brunato; Iaia Caputo; Adriana Cavicchioli; Arianna Censi; Fulvia Colombini; Marina Cosi; Ilaria Cova; Chiara Cremonesi; Marilisa D’Amico; Ada Lucia De Cesaris; Piera Landoni; Elena Lattuada; Paola Lovati; Marina Piazza; Patrizia Quartieri; Assunta Sarlo; Tiziana Scalco; Sara Valmaggi; Francesca Zajczyk

Per adesioni: milano13febbraio@gmail.com

 


 

LA POLITICA NON RISPONDE ALLE DONNE - FALLISCE IL RICORSO AL TAR - 15 a 1: Democrazia paritaria, il TAR si tiene al largo e restituisce alla Regione Lombardia la zavorra! 

 

 

 

 

FEBBRAIO

 

 

 

 


15 Febbraio 2011 - Global Media Monitoring Project - I risultati italiani in anteprima mondiale



 

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13 Febbraio 2011 - SE NON ORA QUANDO?

 

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.


L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA

 


 

10 Febbraio 2011 - IL TAR SI TIENE AL LARGO E RESTITUISCE ALLA REGIONE LOMBARDIA LA ZAVORRA POLITICA DEL 15 A 1

E' stata emessa la sentenza nel processo celebrato al TAR Lombardia per l'annullamento della nomina dei 16 assessori, 15 uomini e 1 donna, per contrasto con lo statuto regionale e con la normativa europea in materia di riequilibrio di genere recepita dall'Italia due mesi prima della nomina degli assessori regionali. Il ricorso è stato ammesso nel luglio del 2010 e dopo l'udienza del 15 settembre è stato discusso nella udienza dibattimentale del 17 dicembre davanti a nuovi giudici.

Leggendo la sentenza l'impressione che se ne ha è che il Tar sia andato fuori tema. Non si legge niente sull'art. 11 dello statuto lombardo nè sull'art. 1 del codice delle pari opportunità modificato su pressione europea nel gennaio 2010, ma è così o no ? Lo chiediamo agli avvocati Ileana Alesso, Massimo Clara e prof. Marilisa D'Amico, ordinario di diritto costituzionale alla Università Statale di Milano, che hanno rappresentato le ragioni dei ricorrenti e di due associazioni, di DonneInQuota di Milano e di UDI nazionale, intervenute nel processo a supporto delle quattro ricorrenti e della Associazione art. 51 Laboratorio di democrazia paritaria.

"Il TAR ha circumnavigato l'argomento rimanendo al largo senza mai approdare a terra. E l'effetto, per inerzia, è che la situazione rimane tale e quale. La sentenza sarà pubblicata sui siti delle Associazioni per le quali vi è stata finalmente, nonostante la radicale opposizione della Regione Lombardia, il riconoscimento della funzione svolta in tema di parità di opportunità e che quindi si confermano a pieno titolo come legittimate a sostenere anche nel futuro azioni giuridiche per la democrazia paritaria " risponde l'avvocato Ileana Alesso. "Peraltro" prosegue l'avvocato "l'esito che emerge dalla sentenza e di una Regione che sul piano locale ha svilito e buttato a mare il proprio statuto e che sul piano europeo non può più incensarsi come Regione di Europa. Per di più il Tar gli ha restituito la zavorra della responsabilità politica di questa sua scelta ed è più che logico che non abbia voglia di dare notizia di questa sentenza ".

"E' una sconfitta della politica che non sa applicare in pratica quello che afferma in teoria. La democrazia paritaria introdotta nel 2008 nello statuto regionale è una norma innovativa cui si è giunti con un lungo percorso culturale, politico e giuridico in oltre un anno di sedute della apposita Commissione regionale composta da rappresentanti di tutti gli schieramenti data l'importanza degli statuti regionali di nuova generazione dopo la riforma del titolo V della Costituzione. La strada della parità è lunga" precisa l'avvocato e professore Marilisa D'Amico "ma occorre insistere sul riconoscimento dei principi scritti e non attuati, in particolare dell'art. 3 e dell'art. 51 della Costituzione in tema di eguaglianza e di pari possibilità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive.

"E comunque", conclude l'avv. Massimo Clara, "per l'annullamento della sentenza e la riproposizione di tutti gli argomenti non esaminati dalla prima Sezione del Tar della Lombardia vi è il rituale rimedio, istituzionale e democratico, del ricorso al Consiglio di Stato e alla Corte dei diritti umani di Strasburgo. Il nostro ordinamento ha strutturato e previsto a questo scopo il doppio grado di giudizio, e in taluni casi anche 'il terzo grado' e cioè la possibilità di rivolgersi anche alla Corte di Cassazione, proprio a riconoscimento e garanzia della volontà istituzionale, espressa nella Costituzione, di rimediare agli errori o alle elusioni della autorità giudiziaria adite nel primo grado del giudizio per la effettiva tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei cittadini sia singoli che associati".

 

 

 

 

DOMENICA 13 FEBBRAIO - GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

 


SE NON ORA, QUANDO?

 

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.


L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA


Per le adesioni e informazioni l’indirizzo mail è:
mobilitazione.nazionale.donne@gmail.com

All’iniziativa promossa dall’appello “Se non ora quando?” che trovare in rete, si può aderire andando su:

http://www.petizionepubblica.it/?pi=Mobdonne

Per quanto riguarda Milano, non è stata ancora presa una decisione su quale sarà la piazza della manifestazione.

 

 

 

 

SABATO 29 GENNAIO - MILANO SCENDE IN PIAZZA

 


MILANO IN PIAZZA

INSIEME DONNE E UOMINI ...

SABATO 29 GENNAIO ALLE 15

 

PIAZZA DELLA SCALA

PER RACCONTARE UN’ALTRA STORIA ITALIANA



Le moltissime adesioni che continuano ad arrivare all'appello “Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia”, sottoscritto da donne e uomini, partito da Milano e dalla Lombardia,

insieme alla richiesta arrivata spontaneamente da centinaia di donne di una presa di parola pubblica, ci hanno indotto a lanciare una manifestazione.

Con un simbolo da condividere: una sciarpa bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese.
Uno slogan:
Un'altra storia italiana è possibile.

Ci saremo con le nostre facce. Appuntandoci sulla giacca una fotocopia della nostra carta di identità con su scritto chi siamo: cassaintegrate, commesse, ricercatrici precarie, artiste, studentesse, registe,

operaie e giornaliste, per dire la nostra forza, a dispetto di una rappresentazione che non ci corrisponde. Pensiamo che la soluzione debba essere politica, prima ancora che giudiziaria.
Quel che accade nel nostro Paese offende le donne, ma anche gli uomini che non si riconoscono nella miseria della rappresentazione di una sessualità rapace e seriale,

nello squallore di una classe dirigente che ha fatto dell’eversione di ogni regola e del sovvertimento di qualunque verità il suo tratto distintivo.

Ileana Alesso; Paola Bentivegna; Ivana Brunato; Iaia Caputo; Adriana Cavicchioli; Arianna Censi; Fulvia Colombini; Marina Cosi; Ilaria Cova; Chiara Cremonesi; Marilisa D’Amico; Ada Lucia De Cesaris; Piera Landoni; Elena Lattuada; Paola Lovati; Marina Piazza; Patrizia Quartieri; Assunta Sarlo; Tiziana Scalco; Sara Valmaggi; Francesca Zajczyk; Maria Carla Baroni; Anna Bandettini; Monica Bozzellini; Giulia Abbate; Maddalena Fragnito; Sandra Cangemi; Vania Pavan; Donatella Zaccaria; Elena Vegetti; Paola Ciccioli; Lucina Bergamaschi; Laura Galli; Laura Specchio; Rosaria Iardino; Cinzia Maddaloni.

 

per adesioni: manifestazione29gennaio@gmail.com

 

 

 

17 GENNAIO - ELLE "15 PROPOSTE PER LE DONNE"

 

15 PROPOSTE CONCRETE PER MIGLIORARE LA VITA DELLE DONNE (E DEGLI UOMINI)

 

17 Gennaio 2010 - Il mensile ELLE

presenta una ricerca sul mondo femminile realizzata con le Istituzioni, le Aziende, le Associazioni e con un'indagine dell'Istituto Piepoli (ascolta tutti gli interventi)

 

Leggi le proposte di ELLE

 

 

 

RASSEGNA STAMPA 2010

 

GMMP - GLOBAL MEDIA MONITORING PROJECT 21 SETTEMBRE 2010

 

 

Global Media Monitoring Project - I risultati italiani in anteprima mondiale

Presentati il 21/9/10 a Torino – nell’ambito della 62^ edizione del Prix Italia - i risultati italiani del Global Media Monitoring Project Project, in anteprima rispetto al lancio internazionale, che avverrà il prossimo 29 settembre.

Scarica la presentazione (it)

Scarica il rapporto (en)


 

 

 

 

GMMP - GLOBAL MEDIA MONITORING PROJECT 21 SETTEMBRE 2010

 

 

 

1960-2010 Cinquantenario della sentenza
della Corte Costituzionale n. 33 del 13 maggio 1960

 


Dal discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione delle
celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna - 8 marzo 2010:
“Ma c'era e c'è ancora un'altra barriera da superare, se non un tetto, per così dire una
'parete di cristallo' che impedisce l'accesso a lavori, professioni, carriere, a sport e a stili
di vita considerati per tradizione maschili. Un tempo questa barriera era tutt'altro che
invisibile: si trattava di veri e propri divieti. Sono trascorsi esattamente 50 anni da
quando su iniziativa della dottoressa Rosa Oliva, che è oggi tra noi, la Corte
Costituzionale fece cadere, dichiarandone l'illegittimità, ogni preclusione all'accesso
delle donne agli impieghi pubblici, secondo la linea introdotta dalla Costituzione
repubblicana.”
- - - - - - - -
La Costituzione italiana del 1948 ha stabilito il principio fondamentale del diritto di
uguaglianza davanti alla legge tra i cittadini senza distinzione di sesso (art. 3), e previsto
l’ammissione dell’uno e dell’altro sesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive in
condizioni di eguaglianza (art.51). Nel 1958, però, ancora molte carriere pubbliche erano
precluse alle donne in base alla legge del 17 luglio 1919, n. 1176, ed al Regio Decreto del
1920 che individuava tali carriere.
Nel 1960 la sentenza n.33 della Corte Costituzionale dichiarò l’illegittimità costituzionale di
tali norme, abolendo le discriminazioni di genere nelle carriere pubbliche.
Nello scorso dicembre ha preso l’avvio, per iniziativa di Rosa Oliva, Gigliola Corduas,
Gerardo Marotta e Carla Mazzuca Poggiolini, il Comitato promotore per le celebrazioni del
Cinquantenario, sulle quali è stato chiesto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Hanno già aderito al Comitato promotore: ADEI-WIZO donne ebree italiane, ADMIAssociazione
Donne Magistrato Italiane, AIDDA, Aspettare stanca, Casa Internazionale
delle donne- AFFI, AIMMF, CNDI, Comitato Pari o Dispare, Corrente rosa, Dimensione
Europea, Fondazione Rita Levi Montalcini, GIO- Osservatorio Interuniversitario- Roma,
ISSF - Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Laboratorio 50&50, SOROPTIMIST
INTERNATIONAL D’ITALIA, UDI, ULIXES, Unione Femminile Nazionale, Zonta
International e le Università Federico II di Napoli, Roma Tre, Sapienza Roma, Università
della Calabria e Università Statale di Milano.
Si è in attesa di ulteriori adesioni da parte di altre Università ed associazioni.
Saranno organizzati eventi in varie città, per un bilancio di questi cinquanta anni e per
individuare gli ostacoli ancora da rimuovere, come prevede la seconda parte dell’articolo 3
della Costituzione, nonché per ricordare il prof. Costantino Mortati, che fu il legale del
ricorso che provocò la suddetta sentenza.
Il programma delle celebrazioni sarà presentato il 12 maggio alle 12,00, nel corso di
un’apposita conferenza stampa.
E’ in avanzata fase di organizzazione un primo evento: il Convegno “Verso la parità: le
donne nelle carriere pubbliche - la sentenza della Corte Costituzionale n. 33 del 1960 e la
conseguente legislazione”, che si terrà presso la Camera dei Deputati nel pomeriggio del 13
maggio.
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Nella Costituzione italiana il lavoro posto a base della Repubblica, non è fine in sé, come
scrisse Costantino Mortati, o mero strumento di guadagno ma mezzo di affermazione
della personalità del singolo, garanzia di sviluppo delle capacità umane e del loro
impiego.
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