RASSEGNA STAMPA 2007
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Si dice stalking ma è ossessione. Donne l'80% delle vittime di questi comportamenti che si verificano per lo più al termine di relazioni sentimentali |
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Svendi il mio corpo? Tieniti i tuoi prodotti! |
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Ancora un attacco alla 194 |
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Dalla volontaria anti-Bassolino alla studentessa che in Puglia ha battuto un assessore regionale Giovanna Cau, 84 anni, avvocato degli attori, ha superato il ministro Melandri |
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L'Unione Donne in Italia (UDI) denuncia la violazione della disciplina sulla parità d'accesso ai mezzi di informazione-stampa, con particolare riferimento all’iniziativa denominata “50E50 ovunque si decide” e alla manifestazione tenutasi a Roma sabato 13 ottobre 2007 |
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Il
ritardo che l’Italia sconta nel campo della rappresentanza femminile in
politica non ci permette di fare sconti ai partiti che non hanno
rispettato il principio delle pari opportunità nella presentazione delle
liste circoscrizionali alle ultime elezioni al Parlamento europeo. Come
è ben noto in Italia i dati relativi alla presenza delle donne nelle
cariche elettive pubbliche denunciano una situazione di fortissimo
squilibrio. Si
può senza dubbio affermare che se il novecento ha visto l'affermazione
della forza femminile, il nuovo secolo sembra purtroppo riportare la
presenza delle donne in politica e nelle istituzioni a tempi remoti. Eppure
il processo di integrazione sociale e politica dell’Europa impone oggi
di guardare al problema della rappresentanza femminile in un’ottica
comunitaria, promuovendo l’adozione delle buone prassi maturate in
particolar modo nei Paesi del nord in cui, accanto alla scelta del sistema
elettorale proporzionale, strumenti quali l’applicazione di una
legislazione antidiscriminatoria ricca e coraggiosa, servizi e
agevolazioni offerti dallo stato sociale, l’autoregolamentazione dei
partiti e una intensa politica di mainstreaming, hanno consentito una
presenza equilibrata dei due sessi nelle cariche elettive. Per
questa ragione le donne della Costituente socialista sostengono l’iniziativa
della parlamentare Cinzia Dato che si è opposta alla concessione della
sede legislativa per l’esame della proposta di legge dell’Udc, che
rappresenta un tentativo di interpretare in maniera più favorevole la
normativa vigente alleggerendo le sanzioni previste nei riguardi dei
partiti che non hanno rispettato la legge, candidando meno donne. L’azione
dell’onorevole Cinzia Dato permette di fare trasparenza su un argomento
di estrema importanza quale è quello delle pari opportunità, sul quale
non si riesce a comprendere il silenzio dei partiti della sinistra, del
Ministro Barbara Pollatrini e delle donne delle Associazioni. Come
socialiste siamo indignate di questa assenza e promuoveremo iniziative a
riguardo affinché il dibattito sul provvedimento presentato dall’Udc
sia reso pubblico e trasparente. Nel
sostenere con forza che laddove le leggi esistono vanno rispettate e che
quindi non si può scegliere la via dell’interpretazione quando si parla
del rispetto del principio delle pari opportunità, oggi garantito solo
nelle elezioni europee, sollecitiamo le forze della sinistra a prendere
una posizione chiara in merito. L’Italia
non deve cercare vie di fuga dall’Europa, al contrario deve essere
sempre più europea come è nell’intento della Costituente socialista. |