RASSEGNA STAMPA
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DIRITTO DI CRONACA. LA TESTIMONIANZA DI FLAVIA AMABILE – Dal blog giornalisti La Stampa del 29 aprile 2008 |
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In tanti, in troppi ormai, sognano di abbandonare l'Italia. Ilaria Ronchetti lo farà davvero: si prepara a fare i bagagli e stabilirsi a Barcellona dove potrà avere i figli e un lavoro che l'Italia non riesce a darle. Che poi si tratti di un lavoro con gli italiani è uno di quei paradossi di cui è pieno questo Paese. |
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NUOVO STATUTO DELLA REGIONE LOMBARDIA: PIÙ DONNE NEGLI ORGANISMI DELLA REGIONE E NELLE CARICHE ELETTIVE – 12 Marzo 2008 |
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Passa il principio della democrazia paritaria. Le consigliere del Pd: "Testo fortemente voluto, anche dall'associazionismo
femminile |
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OTTO MARZO, IL MONITO DI NAPOLITANO "ANCORA TROPPE LE DISCRIMINAZIONI"
- da La Repubblica del 20 marzo 2008 |
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Appello bipartisan Pollastrini-Prestigiacomo: "Non abolire il ministero Pari Opportunità" |
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ABORTO, PRIMO VIA LIBERA ALLA RU486 – dal corriere della Sera del 27 febbraio 2008 |
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Parere favorevole dalla commissione tecnico scientifica dell'Aifa alla commercializzazione della pillola abortiva Il ginecologo dell'ospedale Sant'Anna di Torino, Silvio Viale (Ansa) |
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Chi darà voce alle migliaia, decine di migliaia, milioni di donne italiane scaraventate brutalmente nella cronaca politica oggi che la politica non le rispecchia più, se mai lo ha fatto? Chi darà voce all´intimo dolore e silenzio nel quale sono sempre state chiuse le decisioni delle coppie, giovani meno giovani, o delle donne sole o di padri e madri di figlie nei confronti delle |
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508 voti favorevoli, 41 contrari e 16 astensioni: questi i risultati con i quali il Parlamento europeo ha approvato la relazione di Ilda Figueiredo nella sessione del 17 gennaio 2008. |
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Con una periodicità costante, ormai, c’è qualcuno che lancia anatemi contro la legge 194. È da quando è stata approvata, nel 1978, che ciò accade. Il referendum, che l’ha confermata con una stragrande maggioranza dei consensi, è stato il primo atto. Ricordo nei trent’anni successivi numerosi cortei e manifestazioni in sua difesa. Eppure resiste, e bene. Resiste perché è una
legge saggia e lungimirante, che ha rappresentato una conquista di civiltà, ha superato l’aborto clandestino, di cui erano vittime molte delle donne costrette a farvi ricorso, ha fatto dimezzare il numero delle interruzioni di gravidanza, dal momento che punta principalmente sulla prevenzione, ma, soprattutto, mette al centro la maternità libera e responsabile. Un principio importante che
andava in quegli anni a costituire un’ulteriore dimensione dell’autodeterminazione della donna. Con la contraccezione sicura che la scienza metteva a disposizione la maternità era stata, infatti, sottratta al destino naturale e consegnata alla responsabilità e alla libera scelta. Dopo secoli di subordinazione, le donne potevano così entrare finalmente nel pianeta libertà e godere del diritto di includere anche se stesse nelle scelte etiche, senza essere accusate di egoismo o di immoralità. Possibilità e libertà di decidere non vuol dire che la scelta sia scevra da conflitti, da sofferenza, da un sentimento di sconfitta e di scacco in caso di aborto. I dilemmi morali sono sempre terribili perché ci costringono a scegliere fra valori egualmente importanti, ma ciò accade quotidianamente nella vita delle persone concrete, quando fanno esperienza di scelte fra alternative di eguale valore. Nessuno può dire, tanto meno una legge, ciò che è giusto o sbagliato in assoluto nell’ambito delle scelte personali. Almeno non può farlo uno Stato democratico e laico, chiamato a non invadere la sfera privata. Alzano sempre di più la voce, invece, coloro che vorrebbero che ciò accadesse. Dopo il fallimento del referendum sulla legge 40 a causa del non raggiungimento del quorum, su cui la
CEI aveva puntato, il fronte del fondamentalismo cattolico si sente forte e autorizzato a dettare l’agenda della politica. È accaduto in termini perentori coi Dico, col testamento biologico, con la legge 40, con tutte le questioni che abbiano non solo implicazioni etiche, ma anche di tutela dei diritti individuali; accade in queste ore sulla 194, con toni e linguaggio da crociata, in cui l’interruzione di gravidanza viene assimilata addirittura alla pena di morte. |
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Assenti dal cda di una società su due |
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E tre italiani su quattro hanno affermato che «non è opportuno» vietare l'interruzione della gravidanza |
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Si dice stalking ma è ossessione. Donne l'80% delle vittime di questi comportamenti che si verificano per lo più al termine di relazioni sentimentali |
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Svendi il mio corpo? Tieniti i tuoi prodotti! |
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Ancora un attacco alla 194 |
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Dalla volontaria anti-Bassolino alla studentessa che in Puglia ha battuto un assessore regionale Giovanna Cau, 84 anni, avvocato degli attori, ha superato il ministro Melandri |
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L'Unione Donne in Italia (UDI) denuncia la violazione della disciplina sulla parità d'accesso ai mezzi di informazione-stampa, con particolare riferimento all’iniziativa denominata “50E50 ovunque si decide” e alla manifestazione tenutasi a Roma sabato 13 ottobre 2007 |
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Il
ritardo che l’Italia sconta nel campo della rappresentanza femminile in
politica non ci permette di fare sconti ai partiti che non hanno
rispettato il principio delle pari opportunità nella presentazione delle
liste circoscrizionali alle ultime elezioni al Parlamento europeo. Come
è ben noto in Italia i dati relativi alla presenza delle donne nelle
cariche elettive pubbliche denunciano una situazione di fortissimo
squilibrio. Si
può senza dubbio affermare che se il novecento ha visto l'affermazione
della forza femminile, il nuovo secolo sembra purtroppo riportare la
presenza delle donne in politica e nelle istituzioni a tempi remoti. Eppure
il processo di integrazione sociale e politica dell’Europa impone oggi
di guardare al problema della rappresentanza femminile in un’ottica
comunitaria, promuovendo l’adozione delle buone prassi maturate in
particolar modo nei Paesi del nord in cui, accanto alla scelta del sistema
elettorale proporzionale, strumenti quali l’applicazione di una
legislazione antidiscriminatoria ricca e coraggiosa, servizi e
agevolazioni offerti dallo stato sociale, l’autoregolamentazione dei
partiti e una intensa politica di mainstreaming, hanno consentito una
presenza equilibrata dei due sessi nelle cariche elettive. Per
questa ragione le donne della Costituente socialista sostengono l’iniziativa
della parlamentare Cinzia Dato che si è opposta alla concessione della
sede legislativa per l’esame della proposta di legge dell’Udc, che
rappresenta un tentativo di interpretare in maniera più favorevole la
normativa vigente alleggerendo le sanzioni previste nei riguardi dei
partiti che non hanno rispettato la legge, candidando meno donne. L’azione
dell’onorevole Cinzia Dato permette di fare trasparenza su un argomento
di estrema importanza quale è quello delle pari opportunità, sul quale
non si riesce a comprendere il silenzio dei partiti della sinistra, del
Ministro Barbara Pollatrini e delle donne delle Associazioni. Come
socialiste siamo indignate di questa assenza e promuoveremo iniziative a
riguardo affinché il dibattito sul provvedimento presentato dall’Udc
sia reso pubblico e trasparente. Nel
sostenere con forza che laddove le leggi esistono vanno rispettate e che
quindi non si può scegliere la via dell’interpretazione quando si parla
del rispetto del principio delle pari opportunità, oggi garantito solo
nelle elezioni europee, sollecitiamo le forze della sinistra a prendere
una posizione chiara in merito. L’Italia
non deve cercare vie di fuga dall’Europa, al contrario deve essere
sempre più europea come è nell’intento della Costituente socialista. |
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